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Se me lo dai gratis...non lo apprezzo

Publish date: 19 Jul 2020
Tags: rabbia societa arroganza superbia incompetenza

Sempre più spesso, sia nel lavoro che nella vita privata, noto che un vecchio insegnamento di un vecchio mentore continua a restare valido: se dai qualcosa a qualcuno gratis, questo qualcuno non lo apprezzerà a dovere.

Anni fa c’erano i BlackBerry, prima dell’avvento degli smartphone odierni. Erano dei grandissimi terminali, batteria di lunga durata, affidabili e stabili. Limitati, ovviamente, ma non lasciavano mai a piedi.

Vado da un cliente a fare tutt’altro lavoro. Il cliente mi chiede, vedendo che ho un BlackBerry, una mia opinione su di essi. Io rispondo “bene, con l’aggiornamento di ieri consuma meno batteria ed è più veloce”. Mi chiede subito, in un attimo di pausa dal lavoro in svolgimento (che non c’entrava nulla con gli smartphone), di aiutarlo con l’aggiornamento in quanto lui non sarebbe mai riuscito a farlo in autonomia. Ci penso un attimo, decido di procedere, vista la gentilezza e correttezza della persona.

Collego al (suo) computer, effettuo un backup per un eventuale ripristino in caso di problemi, effettuo l’aggiornamento. In realtà la procedura è automatica e semplice, dunque non faccio nulla di particolare.

Gli chiedo di provare nelle ore successive in modo da assicurarci che tutto fosse andato bene. Mi dice di sì, per cui a fine giornata vado via e chiudo il discorso.

Arriva il giorno successivo e mi telefona alle 10 del mattino: “l’aggiornamento non mi convince, mi sembra meno veloce. Devi venire a rimettere la vecchia versione”.

Faccio cortesemente notare che non è il mio lavoro e che l’aggiornamento, comunque, sarebbe stato prima o poi da fare per ragioni di sicurezza. Che di fatto è abbastanza improbabile che le cose andassero peggio, probabilmente c’è solo da attendere che il telefono ripristini le sue funzionalità interne in autonomia. Oppure, come spesso accade, è un discorso psicologico.

Non c’è storia: “il mio telefono non mi soddisfa. Devi venire e ripristinare il tutto”. Oltre 120 km fatti per andare e fare un ripristino e che era fuori dal discorso lavorativo. Il tutto, ovviamente, gratis.

Rivedo il cliente dopo un mese e mi racconta di aver pagato 100 euro per farsi aggiornare il BlackBerry da un “esperto”. Come va? Come dopo il mio aggiornamento ma “l’ha fatto l’esperto pagato, evidentemente deve andare così”.

SE DAI QUALCOSA GRATIS, CHI LA RICEVERA’ PENSERA’ CHE NON VALGA NULLA

Anni fa ho sottoscritto un abbonamento che dava diritto ad un “due al prezzo di uno”, per cui pagando il servizio solo io avevo diritto, a vita, a dare delle seconde credenziali a qualcuno che ne avrebbe potuto usufruire a vita, per lo meno finché io avessi continuato a pagare il mio abbonamento. Dunque ho continuato a pagare il mio servizio e, allo stesso tempo, ho dato le credenziali ad un vecchio amico che ne ha usufruito per anni. Tutto bene, avere gratis qualcosa che normalmente gli altri (me compreso) pagano 500 euro l’anno non è male, considerando che è lo stesso identico servizio.

La scorsa settimana questo amico mi ha telefonato, dicendo che secondo suo figlio il servizio è inferiore ad alcuni servizi equivalenti a basso prezzo per cui mi chiede come restituirmi le credenziali. Gli chiedo le ragioni, considerando che nessun servizio a basso costo potrebbe mai essere equivalente all’affidabilità, sicurezza, prestazioni e capacità del servizio che stavano usando ma lui, con un certo disappunto, rimarca che “suo figlio si lamenta che non va bene, quindi vanno a pagare un servizio (molto inferiore) ma sicuramente andrà meglio”.

Posso assicurare che il servizio funziona benissimo, molto molto meglio di qualsiasi servizio di prezzo inferiore. Ma non lo pagano, dunque non lo percepiscono.

Dare qualcosa gratis ne sminuisce l’entità. Non fatelo.

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