La Parola a Cani e Porci

Publish date: 14 Jul 2015
Tags: imbecilli internet-degli-idioti social-network rabbia ricordi informazione teorema

La società evolve, in maniera inarrestabile. Cambiano gli usi e i costumi,

cambiano le abitudini e la tecnologie. Cambiano i rapporti familiari,

cambiano le interazioni tra gli esseri umani.

Agli albori di Internet, pochissime persone erano in grado di accedere e

interagire. Non tutti avevano un computer, connettersi voleva dire usare le

rete telefonica di casa, tenerla occupata, spendere soldi in base al tempo

di connessione.

Quando il web era brutto e (apparentamente) semplice,

chi aveva una passione e voleva

condividerla con altri appassionati doveva studiare. Sapeva, anche solo un

minimo, usare un computer e un programma adeguato, non semplice come oggi, ma spesso rudimentale e poco user-friendly.

Poi è iniziata la moda

di tutto su web, addio programmi specifici. I newsgroup sono stati

abbandonati in favore dei forum, la posta elettronica è diventata appetibile

quasi principalmente via webmail (decisamente più scomoda, ma più cool) e

sono nati, col tempo, i Social Network. La posta elettronica, in uso non ufficiale o aziendale, è di colpo diventata obsoleta.

A quel punto sono arrivate le

masse. Chiunque può acquistare, per poche decine di euro, uno smartphone in

grado di dare voce e diritto di parola. Molti lo hanno fatto. E molti

questo diritto di parola lo pretendono. Senza aver mai mostrato alcuna

ragione per meritare il diritto ad essere ascoltati.

Ho dunque maturato la seguente teoria:

Il bisogno di esprimere ed imporre la propria opinione è inversamente

proporzionale all’educazione e alla cultura del soggetto interessato.

E mi trovo abbastanza d’accordo col prof. Umberto Eco,

anche se le sue

esternazioni sono state rimaneggiate e parzialmente travisate dai giornalisti. Il concetto di base, però, resta valido e condivisibile.

La rete è ormai invasa da flotte di cafoni ignoranti che tentano di imporre le

proprie idee (nella quasi totalità dei casi dettate più da ignoranza che da

conoscenza e ragionamento). I Social Network sono la loro tana, e da essi

si sviluppano nei commenti dei blog, nei forum, ecc.

Quasi tutti i webmaster, oggi, “collegano” i propri siti ai Social Network

e i commenti di essi sono ormai onnipresenti, anche nel sito di origine. L’informazione è dunque viziata e

quello che è peggio è che sta venendo fuori una generazione (sia di giovani

che di attempati, non c’è differenza. Anzi, a onor del vero, in questo sono peggio i vecchietti) che crede che ciò che ha letto su internet sia Verità

Assoluta. Una volta, per la stampa, il signor internet era pedofilo, in attesa che i bimbi navigassero senza controlli per accalappiarli. Oggi è diventato un

Vate Onnisciente, e le foto dei bimbi nudi le pesca direttamente da quello che pubblicano i genitori, spesso più imbecilli ed esibizionisti di certi personaggi televisivi.

Chiudo lo sfogo con un racconto: ricevo aggiornamenti, via Social Network,

su alcuni dei miei interessi. A volte, per non dire quasi sempre, devo

chiudere tutto prima di leggere i commenti. Gente senza alcuna cognizione

di causa, senza alcuna conoscenza della lingua italiana (pur essendo

italiana, anche di nascita, e magari che posta continuamente roba

patriottica), che si mette in cattedra e tenta di impartire la sua verità

assoluta. E schiere di imbecilli che, a vedere tanta determinazione,

ammirano e approvano pubblicamente. Facendomi perdere, almeno per un po’ di tempo,

qualunque fiducia nel genere umano.

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