I Lavoratori e i nullafacenti

Publish date: 29 Aug 2019
Tags: rabbia soprusi lavoro societa

Oggi una riflessione che mi è scaturita dopo una serie di giornate estive passate a lavorare. Le attività sono state di vario genere, l’osservazione invece la medesima: sembra quasi che chi lavori dia fastidio a chi è a spasso.

Questa costatazione deriva da come le persone non (almeno in quel momento) occupate reagiscono ad un qualunque rallentamento nella loro attività ricreativa in presenza di chi invece sta facendo qualcosa di concreto. Vorrei portare due esempi specifici, tra i molti, accaduti nelle ultime settimane:

Carico e scarico davanti ad un ristorante alle 19

Una emergenza lavorativa ha generato una necessità: andare a prelevare degli oggetti alle 19, per un rapido intervento. Era il 19 Agosto, Lunedi. Il mezzo utilizzato era palesemente un mezzo da lavoro (sponsorizzato) e l’abbigliamento era normale ma, allo stesso tempo, non particolarmente curato vista la situazione.

Il luogo di ritiro degli oggetti era di fronte ad un ristorante ed era presente un parcheggio carico/scarico per le attività in zona, dunque mettere un mezzo da lavoro palesemente in attività di carico in quel posto era esattamente quello che la legge prevede che si debba fare.

Pochi minuti dopo arriva un’auto con a bordo alcuni signori di mezz’età e chiedono, con cortesia, se l’attività sarebbe stata lunga. Spiego che avrei avuto bisogno di circa mezz’ora, forse qualcosa in più, e ho fatto loro notare (sempre con cortesia) che comunque sarebbe stato pericoloso parcheggiare in quel punto in quanto assente segnaletica che limitasse gli orari di carico/scarico, dunque intesa 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Sarebbero stati a rischio multa. Sono partiti gli insulti: alle 19 non lavora più nessuno (immagino che camerieri, cuochi e tutto il personale del ristorante a cui stavano per accedere non stessero lavorando ma lo facessero per piacere personale), che invece che intralciare gente che esce me ne sarei dovuto andare in ferie, e cose di questo tipo. Ovviamente con molta meno cortesia della fase precedente.

Ho pensato che di cafoni è pieno il mondo e ho lasciato correre. Senza entrare nei dettagli, in 15 minuti (tanto è durata la mia operazione, legittima e nel giusto spazio) si sono susseguite 4 auto con lo stesso scopo: parcheggiare nel carico/scarico che stavo utilizzando lavorando. Onde evitare questioni e perdere tempo, ho solo detto “ne ho per circa mezz’ora, ripassate più tardi” ma il risultato, tranne un singolo caso, è stato il medesimo: osservazioni sulla inopportunità di lavoraril 19 Agosto alle in quanto disturbavo la gente in ferie.

In banca, ad Agosto

Il 20 Agosto ci sono delle scadenze fiscali per cui, come spesso accade, si devono effettuare alcune operazioni. Mentre le principali sono gestibili via home banking, alcune purtroppo vanno gestite in sportello. Vado in banca, con una serie di documenti e moduli da gestire. Il cassiere, cortese, inizia con le mie pratiche. Essendo periodo di ferie, c’era una sola cassa aperta. Dopo alcuni minuti si era formata una fila di 3 persone. Dopo 10 minuti (stavo finendo), hanno iniziato a spazientirsi e la più spavalda è arrivata e mi ha chiesto “ne ha ancora per molto?”. Ho risposto di no, che avevo quasi finito. La sua risposta è stata agghiacciante: “devo ritirare i soldi per andare in ferie e partire in auto poi, andando di questo passo a che ora partirò? Ma non può fare queste cose a Settembre, invece che far perdere così tanto tempo a tutti noi?

Senza parole, rispondo che mi dispiace e che c’è un solo sportello aperto, dunque non è colpa mia se loro sono ancora in fila. La risposta è stata ancora più preoccupante: “giustamente i dipendenti della banca sono in ferie, mica come lei che intralcia tutti!”.

Le altre persone (5, a quel punto), cercate da me con lo sguardo, erano più o meno dello stesso avviso: non si fanno operazioni lunghe ad Agosto, ad Agosto si deve andare in ferie.

Riassumendo, siamo ormai al punto che chi sta lavorando deve lasciare spazio a chi è a spasso e l’opinione pubblica, almeno in parte, concorda. Che tempi!

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