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Gli anziani di oggi: vecchietti o vecchiacci?

Publish date: 9 Aug 2020
Tags: societa arroganza superbia anziani

Sin dall’infanzia viene trasmesso il messaggio che gli anziani, in quanto tali, sono saggi, pieni di bei ricordi, risorse per la società. Quando sono soli è colpa dei giovani (figli, nipoti, ecc.) che, ingrati, non vogliono prendersi cura di loro o trascorrere del tempo con loro.

Con l’andare avanti negli anni ho però maturato un’opinione ben diversa. Non capisco se le cose siano cambiate, se la odierna generazione di anziani sia diversa dalle precedenti ma ciò che ho notato è che gli anziani di oggi, in buona percentuale, sono persone dal carattere poco gestibile.

Comunemente si sentono migliori delle generazioni successive in quanto ritengono che loro e i loro coetanei siano stati molto più bravi ed efficaci, nelle loro attività, rispetto alle generazioni successive. In alcuni casi ciò può anche essere vero, in altri meno, nel complesso il mondo cambia e con esso le persone.

Altro carattere molto comune è la presunzione. Loro sono più vecchi, dunque più saggi, e capiscono meglio degli altri cosa ci sia da fare. Anche se il mondo è totalmente diverso d quello che era quando loro erano più giovani e, di conseguenza, le loro scelte sono anacronistiche o non più ottimali.

La caratteristica peggiore si mostra però quando credono di poter prendere in giro le generazioni successive. Molti di essi si comportano anche in maniera non corretta verso le persone più giovani, convinti di poterlo fare in quanto più anziani. Un senso di superiorità puramente dettato dalla condizione anagrafica che li convince, erroneamente, di essere migliori, superiori, più furbi e intelligenti. Li si lascia spesso fare ma vengono quasi sempre scoperti. Ma, proprio per il rispetto che è stato insegnato nei loro confronti, si finge di non aver capito di essere stati presi in giro.

Non vogliono vivere da anziani. E se questo è un bene per la loro psiche, spesso lo è meno per il loro corpo o per la tranquillità dei loro “giovani”. Sapere che un genitore anziano si comporta in maniera poco consona alla sua età (e a volte ne subisce le conseguenze) crea un senso di preoccupazione ai figli che chiederebbero solo un po’ di tranquillità nella loro turbolenta vita. Ma no, loro alla loro età credono di poter fare quello che vogliono. Quando poi si mettono nei guai o si fanno male devono correre i “giovani”. Che non capiscono niente, secondo loro, anche se non è vero, anche se ormai hanno anche loro i capelli grigi. Fondamentalmente un piedistallo autocostruito da cui faticano a scendere.

Poveri vecchietti, dunque? Forse, può darsi. Ma ci sono anche i vecchiacci, amorevoli persone un po’ avanti con gli anni che sembrano avere, come missione per la loro vecchiaia, quella di rompere le scatole ai più giovani.

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