Una società ipocrita

Ne ho avuto l’ennesima conferma poche ore fa: viviamo in una società talmente ipocrita da rasentare il ridicolo.

Ho ricevuto una e-mail da un lettore (non credevo di averne già) che mi scrive:

Ciao, ho letto il tuo ultimo articolo e mi è piaciuto molto. Ho voluto segnalarlo ad alcuni siti di notizie on-line come OMISSIS ma alcuni hanno ignorato, altri hanno risposto che contiene termini non appropriati. Vai avanti così!

Sono allibito. Senza parole. Rileggendo l’articolo, non ho trovato alcun termine non appropriato. Ho dunque intuito che la chiave è proprio nel titolo del blog: “Blog Incazzato”. Dunque, incazzato è un termine che potrebbe urtare alcune persone.

Rasentiamo il ridicolo: la società odierna mette parolacce e bestemmie ovunque. Internet ci pone a due click da qualunque cosa (dal sito porno alla creazione di una bomba o di un virus letale), le ragazzine tredicenni girano in pantaloncini giroculo, truccate volgarmente, insieme alle mamme e appena queste ultime si girano scattano dei selfie che di ingenuo hanno ben poco, e ci offendiamo per un blog incazzato?

Ho sempre odiato i falsi moralismi, il “si fa così perché si deve fare”, salvo poi fare il contrario quando nessuno guarda. “Devi fare ciò che il prete dice, non ciò che il prete fa”. Beh, mi spiace per i moralisti e rassicuro il gentile lettore che s’è preso la briga di scrivermi: il blog resta incazzato. È nato così, da poco, e non ha paura di essere chiamato col proprio nome.

Continuate a mettervi in cattedra, a giudicare per una parola (esplicita e forte, certo, ma lo scopo è proprio quello). Poi magari siete gli stessi che cercano di evadere le tasse, o che rubano allo Stato, o che imbrogliano il prossimo dando l’impressione che la vostra auto usata e malridotta sia in realtà un gioiello seminuovo. Mi fate solo pena.

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