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  1. Oggi tocca ai buonisti

    Oggi tocca a loro. I buonisti. O, per meglio direi, i falsi buonisti. Di fronte ad ogni problema, rispondono sempre con quello che è opportuno dire, non con una soluzione o con i piedi per terra.

    Fanno ridere i polli: hanno sempre le parole migliori, si esprimono con moralismi di ogni genere, sono sempre politically correct.

    Tranne quando sono coinvolti loro

    A quel punto, silenziosamente e senza pronunziar parola diventano i peggiori nemici che si possa avere. Pensano solo ai loro interessi, e lo fanno di nascosto, celando neanche troppo elegantemente le loro carenze. Sono umani, quando si tratta di loro, mentre gli altri devono comportarsi come automi, come perfette marionette dei migliori teatrini morali.

    Siate coerenti, siate onesti prima di tutto con voi stessi e vedrete che farete molta meno fatica…

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  2. Oggi tocca a chi non lascia mai perdere

    NonDimentico

    Immagine volutamente grande, che rende bene l’idea del motivo per cui sono arrabbiato molto arrabbiato, stasera: la gente che passa la propria vita guardando al passato, tramando vendetta. Ci sono mille ragioni, in questo mondo, per cui ogni giorno dovremmo passar sopra a molte cose e lasciar perdere. La vita ci pone di fronte a continue ingiustizie, e sin da bambini dovremmo imparare a superarle.

    E invece NO!

    Sarà per l’insoddisfazione delle proprie vite, sarà perché hanno memoria lunga, sarà perché sono stronze e belligeranti dentro, ci sono persone che non sanno passare oltre. Anche se hai solo pestato loro un piede, una volta e per sbaglio, loro non dimenticano e non dimenticheranno. MAI!. Spesso non capisci, o forse sei tu che hai capito tutto e ripeti loro (o ti ripeti, se con loro non c’è dialogo):

    Ma lo vuoi capire o no che lasciando perdere e buttando tutto dietro le spalle vivrai meglio?

    Che poi, tra le righe, è anche un modo di dire che lascerai vivere meglio anche me, visto che non mi romperai più le palle per cose passate e superate da un bel pezzo. E invece NO!!!!. Persone così sono capaci di farsi vive dopo anni, piantare grane, stare ancora a lungo a rimarcare cose superatissime e fuori moda.

    C’è un detto, sempre attuale, e sempre adatto:

    Se vedi della merda, è merda. Se la giri con un bastone e resti intorno, ne verrà solo fuori più puzza.

    Colorito, probabilmente. Volgare, forse un pochino. Ma più diretto di così non potrebbe essere espresso.

    Vorrei dire a questa gente: Ma vivi! Ma passa oltre! Ma non hai altri problemi più importanti e più urgenti da gestire, invece che stare sempre a pensare alle solite vecchie cose?

    No, non vogliono. Preferiscono stare sempre a pensare, a lagnarsi, a lamentarsi. Bah!

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  3. Oggi parliamo del traffico autostradale

    Imbranati

    Ah, l’Autostrada! Costosa, (almeno a Nord) ampia, comoda, ottimo asfalto. Ah, l’autostrada, dove ci si può rilassare ascoltando della buona musica. Ah, il tramonto in autostrada! Il giorno che muore, i nervi che si distendono, tutto diventa più bello.

    Tranne quando…

    incontri l’imbranato di turno. E ce ne sono tanti. Gente che non guida mai su strade diverse dal tragitto casa-lavoro (magari di 2 km, che ritengono già insopportabile) che, in certi momenti, decidono di diventare dei piloti. Direi che è facile definire una regola:

    Il numero degli imbranati autostradali è direttamente proporzionale con quello delle persone in ferie.

    Il motivo è facilmente spiegato: chi usa l’auto tutti i giorni e su lunghe distanze, per lavoro o per qualunque sua personalissima ragione, tende a conoscere meglio le regole scritte, nonché quelle non scritte, della guida quotidiana. Non si limita a quel microscopico ecosistema dei due-chilometri-al-massimo, incrociando sempre le stesse persone, sempre allo stesso orario, sempre con gli stessi atteggiamenti. Non è raro sentire, infatti, “tutte le mattine incrocio quel vecchietto col cappello su una Panda Young 750 che all’incrocio…[omissis]”

    Abbiamo poi il popolo degli sfanalatori. Essi sono spesso con targa estera (ma italianissimi), ben coscienti di non poter prendere multe dagli autovelox. Sfrecciano a velocità impressionanti senza rispettare alcuna regola, se ne fregano altamente di tutti e si sentono in diritto divino di sovrastare tutto il restante mondo degli automobilisti. D’altronde, loro sono furbi… ma solo fino a quando non verranno fermati fisicamente dalla Polizia o dalla Guardia di Finanza. A quel punto, anche il vecchietto col cappello, che pian piano raggiungerà la scena, potrà ridere di gusto.

    Insomma, l’autostrada è croce e delizia per chi guida. Un meraviglioso esempio di come le persone, quando sono protette da qualcosa (l’auto, in questo caso), si comportano. Ma non è solo l’auto a proteggere le persone, specialmente al giorno d’oggi. Ne parleremo in uno dei prossimi articoli!

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  4. E finalmente tutti in ferie!

    Io? In ferie? Giammai! Ma tutto il resto del mondo si, e finalmente si comincia a respirare.

    L’ultima settimana prima delle ferie sono tutti in fermento. Tutti vogliono tutto, vogliono chiudere ciò che c’è di aperto, mettere una pezza alle situazioni più pericolose, dare una sistemata a quello che, in loro assenza, potrebbe dare problemi. E se non ce la fanno, lasciano tutto in sospeso, “tanto ci penserà qualcun altro”.

    È questo il problema delle ferie: quando vogliono e pensano di andare in ferie, non ascoltano più. Sembrano delle zanzare impazzite che sbattono anche contro le porte pur di arrivare alla loro agognata meta. Lavorano male, sono frettolosi e pressappochisti. Con la testa fuori dal loro ufficio. Perché tanto, alla fine, da domani sono in ferie. E i problemi finiscono nelle mani di altri, o restano in sospeso. D’altronde, le ferie sono sacre, no?

    Finalmente sono tutti in ferie. Iniziano anche le mie, senza sentire milioni di telefonate esasperate. Io lavoro, e le mie ferie sono il poter lavorare serenamente.

    Ah, l’estate!

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  5. Aiuto!!! È arrivato Caronte!

    Oddio, è arrivato Caronte! Un caldo boia, temperature da record, l’Italia invasa dalla morsa del caldo!

    Posso dire una cosa? Ma che cavolo volete? È estate, va bene? Siamo in Italia, va bene??? E in Italia, d’estate, fa caldo. Punto. E lo deve fare.

    Tutte queste storie, tutti questi nomi alle ondate di caldo. Fa caldo e basta. Se non vi sta bene, trasferitevi in Islanda.

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