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  1. Oggi parliamo del traffico autostradale

    Imbranati

    Ah, l’Autostrada! Costosa, (almeno a Nord) ampia, comoda, ottimo asfalto. Ah, l’autostrada, dove ci si può rilassare ascoltando della buona musica. Ah, il tramonto in autostrada! Il giorno che muore, i nervi che si distendono, tutto diventa più bello.

    Tranne quando…

    incontri l’imbranato di turno. E ce ne sono tanti. Gente che non guida mai su strade diverse dal tragitto casa-lavoro (magari di 2 km, che ritengono già insopportabile) che, in certi momenti, decidono di diventare dei piloti. Direi che è facile definire una regola:

    Il numero degli imbranati autostradali è direttamente proporzionale con quello delle persone in ferie.

    Il motivo è facilmente spiegato: chi usa l’auto tutti i giorni e su lunghe distanze, per lavoro o per qualunque sua personalissima ragione, tende a conoscere meglio le regole scritte, nonché quelle non scritte, della guida quotidiana. Non si limita a quel microscopico ecosistema dei due-chilometri-al-massimo, incrociando sempre le stesse persone, sempre allo stesso orario, sempre con gli stessi atteggiamenti. Non è raro sentire, infatti, “tutte le mattine incrocio quel vecchietto col cappello su una Panda Young 750 che all’incrocio…[omissis]”

    Abbiamo poi il popolo degli sfanalatori. Essi sono spesso con targa estera (ma italianissimi), ben coscienti di non poter prendere multe dagli autovelox. Sfrecciano a velocità impressionanti senza rispettare alcuna regola, se ne fregano altamente di tutti e si sentono in diritto divino di sovrastare tutto il restante mondo degli automobilisti. D’altronde, loro sono furbi… ma solo fino a quando non verranno fermati fisicamente dalla Polizia o dalla Guardia di Finanza. A quel punto, anche il vecchietto col cappello, che pian piano raggiungerà la scena, potrà ridere di gusto.

    Insomma, l’autostrada è croce e delizia per chi guida. Un meraviglioso esempio di come le persone, quando sono protette da qualcosa (l’auto, in questo caso), si comportano. Ma non è solo l’auto a proteggere le persone, specialmente al giorno d’oggi. Ne parleremo in uno dei prossimi articoli!

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  2. E finalmente tutti in ferie!

    Io? In ferie? Giammai! Ma tutto il resto del mondo si, e finalmente si comincia a respirare.

    L’ultima settimana prima delle ferie sono tutti in fermento. Tutti vogliono tutto, vogliono chiudere ciò che c’è di aperto, mettere una pezza alle situazioni più pericolose, dare una sistemata a quello che, in loro assenza, potrebbe dare problemi. E se non ce la fanno, lasciano tutto in sospeso, “tanto ci penserà qualcun altro”.

    È questo il problema delle ferie: quando vogliono e pensano di andare in ferie, non ascoltano più. Sembrano delle zanzare impazzite che sbattono anche contro le porte pur di arrivare alla loro agognata meta. Lavorano male, sono frettolosi e pressappochisti. Con la testa fuori dal loro ufficio. Perché tanto, alla fine, da domani sono in ferie. E i problemi finiscono nelle mani di altri, o restano in sospeso. D’altronde, le ferie sono sacre, no?

    Finalmente sono tutti in ferie. Iniziano anche le mie, senza sentire milioni di telefonate esasperate. Io lavoro, e le mie ferie sono il poter lavorare serenamente.

    Ah, l’estate!

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  3. La colpa è degli innocenti!

    Apprendo proprio ora, dal Corriere, la notizia che un autista di pullman s’è incastrato sotto un tunnel, a Lilla, mentre portava degli studenti in gita. Molti feriti, alcuni anche gravi. Terribile notizia, da restare senza parole e guardare in basso.

    Eppure…

    Eppure c’è qualcuno che adora rispettare il nuovo Sport Nazionale Italiano, ovvero il dare sempre la colpa a qualcun altro e difendere, a spada tratta, il vero colpevole. Sul sito del Corriere, infatti, ci sono vari commenti di gente che dice che la colpa non è dell’autista che, probabilmente per leggerezza o per distrazione, non ha visto il chiaro cartello di altezza massima (un metro in meno del suo pullman), ma addirittura del progettista del tunnel, colpevole di averlo fatto troppo basso.

    L’Italia è ormai piena di gente che adora difendere i colpevoli, in ogni ambito. Che pena…

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